martedì 24 ottobre 2017

Mal d'amore e l'erotismo di Oscar Hahn di Gianni Darconza

Mal d’amore è uno dei libri più emblematici dello scrittore cileno Óscar Hahn e vanta anche un primato peculiare: è l’unico libro di poesia censurato dalla ditta- tura militare di Pinochet. Eppure, in apparenza, il libro non ha nulla a che vedere con la politica né con la dittatura. Una rivista argentina, in merito all’accaduto, giunse a pubblicare un articolo in cui si ribadiva come in Cile fosse proibito persino amare. Tra le diverse ipotesi fatte vi fu quella del quotidiano statunitense Washington Post, che sosteneva che la censura era dovuta a una poesia, “Mistero gioioso”, considerata offensiva nei confronti della Vergine Maria. Altri ipotizzarono che le poesie della raccolta, dedicate a una misteriosa “bella nemica” il cui nome non viene mai rivelato per lo scandalo che ne poteva derivare, avessero a che fare con una relazione adultera con la moglie di un alto funzionario del regime. Quale che fosse la ragione della censura, risulta comunque insolito l’accanimento del regime nei confronti di questo libro.
Ma è lo stesso Óscar Hahn a rivelare in diverse occasioni alcuni dettagli interessanti della vicenda. Hahn ricorda come negli anni Ottanta, durante la dittatura di Pinochet, il poeta ed editore David Turkeltaub creò la casa editrice Ganymedes. I suoi libri, ricercati ed eleganti, andavano sicuramente contro corrente e costituivano di per sé una vera e propria sfida all’“oscuramento culturale” imposto dalla dittatura. Si trattava di un’impresa coraggiosa e non priva di rischi, dal momento che molti degli autori inclusi nella collana di poesia della casa editrice erano contrari al governo militare.
Turkeltaub prese contatti con Hahn, che in quel momento era in esilio negli Stati Uniti, chiedendogli se per caso avesse qualche libro inedito che voleva pubbli- care. Hahn decise di spedire il manoscritto di Mal d’amore, con le illustrazioni che per il libro aveva fatto l’amico Mario Toral. Dal momento che le poesie non trattavano temi pericolosi o compromettenti, Turkel- taub cominciò a lavorare al progetto, e si ricordò di chie- dere il permesso al regime solo quando il libro era già stato stampato e distribuito nelle librerie. Ma qui accadde l’inaspettato. Quando l’editore si recò presso il Ministero degli Interni a chiedere il permesso scoprì con amara sorpresa che il libro era stato censurato. Turkel- taub chiese al colonnello incaricato quale fosse la ragione. Questi rispose testualmente: “Noi non diamo spiegazioni. Diamo ordini.” L’ordine era che tutte le copie venissero ritirate dalle librerie e fatte sparire. Turkeltaub ritirò le copie, ma non le distrusse. Successivamente si scoprì che molti giovani andavano a comprarlo clandestinamente presso la casa dell’editore o ne facevano copie per uso personale.
In quanto alla presunta allusione alla Vergine Maria, “Mistero gioioso” usa un titolo che ha sì conno-
tazioni religiose, ma lo sfrutta per una poesia nella quale si presenta una relazione erotica tra due esseri umani. Per cui in realtà la poesia non ha nulla a che vedere con la Vergine. E dunque la vera causa della censura risulta tutt’oggi misteriosa e inspiegabile.
È certo che al centro di Mal d’amore vi è l’erotismo, elemento che per Hahn è fondamentale e che conti- nuerà a riemergere in molte altre poesie future, come “Torri Gemelle” o “Movimento sismico”, legandosi talvolta a eventi catastrofici. Il libro si presenta come una raccolta omogenea e unitaria di variazioni sull’amore erotico tra una coppia di amanti, e si inserisce, in base alle ammissioni dello stesso autore, all’interno di una tradizione che va dalle Rime di Gustavo Adolfo Bécquer a La voce a te dovuta di Pedro Salinas, da I piaceri proibiti di Luis Cernuda alle famose Venti poesie d’amore e una canzone disperata di Pablo Neruda, da Pietra di sole di Octavio Paz agli Epigrammi di Ernesto Cardenal.
Per Hahn non vi è amore senza erotismo, mentre può esistere erotismo senza amore. A partire da questo concetto, il poeta cileno cancella quella connotazione negativa che la morale cattolica ha sempre collegato all’idea di amore fisico. Non vi è colpa né peccato nella fusione di due corpi, non vi è vergogna nei desideri ero- tici di due persone. Passione, amore e desiderio sono sensazioni presenti nel cuore di ogni essere umano, e come tali degni di figurare nella poesia senza reticenze e senza censure (almeno da parte del poeta). Una volta compreso questo, diventa assurda e obsoleta persino
l’idea che il sesso senza amore sia una cosa negativa. Naturalmente se oltre all’erotismo vi è anche l’amore, e in particolar modo un amore segreto come nel caso di questo libro, allora la fusione tra gli amanti diventa più intensa, poiché al desiderio fisico si aggiunge anche immaginazione e mistero. In tal senso l’erotismo diventa una metafora perfetta per la poesia, poiché anch’essa nasce da un connubio perfetto di amore, immaginazione e mistero.
Chi conosce la poesia di Hahn sa come egli sia so- lito introdurre nelle sue composizioni un elemento scar- samente presente in poesia: il fantastico. Siamo ancora lontani dall’invenzione dei famosi “prefantasmi”, quegli esseri immateriali che precedono la nostra nascita, che vagano nella “prima oscurità” e ignorano che cosa signi- fichi essere vivi. Tuttavia anche in Mal d’amore ritroviamo presenze ectoplasmatiche che vagano tra le pagine e si materializzano negli oggetti, interagendo con i vivi. In Mal d’amore i fantasmi appaiono forse per la prima volta, e ciò avviene quando, una volta spezzata la rela- zione con la donna amata, l’amante si tramuta in uno spettro. E dal momento che i fantasmi sono eterei e intangibili, essi hanno bisogno di un supporto fisico per interagire con l’oggetto del proprio desiderio. Ed ecco che l’amante-fantasma di Hahn ricorre ai supporti più disparati: dal classico lenzuolo (che fin dal Medioevo si associa con le anime erranti) all’asciugamano, dalla federa di cuscino alla camicia. Senza dimenticare di rivelarsi anche in forma di sogno. Solo attraverso questi supporti, per quanto precari possano sembrare, l’amante senza corpo può aspirare di arrivare a un contatto fisico con l’amata. Attraverso la presenza dell’amante-fanta- sma il poeta sembra suggerire che l’uomo e la donna, pur stando vicini a livello fisico, vivono mentalmente in due realtà parallele, in due tunnel che corrono affiancati e che difficilmente si incontrano. O forse il poeta cileno vuole ribadire che il vero erotismo proviene più dalla mente che dal corpo, più dal desiderio che dalla realtà. Il fantasma non sarebbe altro che la manifestazione “vi- sibile” di questo desiderio erotico.
Per questo motivo, ben lungi dal provocare scan- dalo, questo libro andrebbe letto per ciò che è. La cronaca, pagina per pagina, di una storia d’amore vissuta con partecipazione e passione da due amanti in cui cia- scun lettore può ritrovare parte di sé, di un suo amore passato o presente, e perché no di un amore futuro desiderato e vissuto soltanto nelle dimensione parallela dei nostri sogni. Si tratta indubbiamente di un libro che contribuisce ad ampliare la nostra visione sulla poesia d’amore.
Gianni Darconza
Urbino, gennaio 2017



I libri di Osca Hahn sono pubblicati in Italia da  Raffaelli Editore


A MI BELLA ENEMIGA


No seas vanidosa amor mío
porque para serte franco
tu belleza no es del otro mundo
Pero tampoco es de éste

ALLA MIA BELLA NEMICA

Non essere vanitosa amore mio
perché ad essere sincero
la tua bellezza non è dell’altro mondo
Ma nemmeno di questo

SOCIEDAD DE CONSUMO

Caminamos de la mano por el supermercado
entre las filas de cereales y detergentes

Avanzamos de estante en estante
hasta llegar a los tarros de conserva

Examinamos el nuevo producto
anunciado por la televisión

Y de pronto nos miramos a los ojos
y nos sumimos el uno en el otro

y nos consumimos


SOCIETÀ DEI CONSUMI

Camminiamo mano nella mano nel supermercato
tra file di cereali e detergenti

Avanziamo di scaffale in scaffale
fino ad arrivare ai vasetti di conserva

Esaminiamo il nuovo prodotto
pubblicizzato in televisione

E d’improvviso ci guardiamo negli occhi
e sprofondiamo l’uno nell’altro

e ci consumiamo

A LA UNA MI FORTUNA A LAS DOS TU RELOJ

Estuve toda la noche parado frente a tu puerta
esperando que salieran tus sueños

A la una salió una galería de espejos
a las dos salió una alcoba llena de agua
a las tres salió un hotel en llamas
a las cuatro salimos tú y yo haciendo el amor
a las cinco salió un hombre con una pistola
a las seis se oyó un disparo y despertaste
A las siete saliste apurada de tu casa
a las ocho nos encontramos en el Hotel Valdivia
a las nueve nos multiplicamos en los espejos
a las diez nos tendimos en la cama de agua
a las once hicimos el amor hasta el exterminio

Ahora son las doce del día
y tengo entre mis brazos
al cuerpo de todos mis delitos


ALL’UNA LA MIA FORTUNA ALLE DUE IL TUO OROLOGIO

Rimasi tutta la notte fermo davanti alla tua porta
aspettando che uscissero i tuoi sogni

All’una uscì una galleria di specchi
alle due uscì un’alcova piena d’acqua
alle tre uscì un hotel in fiamme
alle quattro uscimmo tu ed io facendo l’amore
alle cinque uscì un uomo con una pistola
alle sei si udì uno sparo e ti svegliasti
Alle sette uscisti in fretta da casa tua
alle otto ci incontrammo all’Hotel Valdivia
alle nove ci moltiplicammo negli specchi
alle dieci ci sdraiammo su un letto d’acqua
alle undici facemmo l’amore fino allo sterminio

Adesso sono le dodici in punto
e stringo tra le mie braccia
il corpo di tutti i miei delitti 


ESCRITO CON TIZA

Uno le dice a Cero que la nada existe
Cero replica que Uno tampoco existe
porque el amor nos da la misma naturaleza

Cero más Uno somos Dos le dice
y se van por el pizarrón tomados de la mano

Dos se besan debajo de los pupitres
Dos son Uno cerca del borrador agazapado
y Uno es Cero mi vida

Detrás de todo gran amor la nada acecha



SCRITTO COL GESSO

Uno dice a zero che il nulla esiste
Zero replica che neanche Uno esiste
perché l’amore ci dà la stessa natura

Zero più Uno siamo Due gli dice
e se ne vanno sulla lavagna mano nella mano

Due si baciano sotto i banchi
Due sono Uno vicino alla bozza accovacciata
e Uno è Zero vita mia

Dietro ogni grande amore sta in agguato il nulla

NACIMIENTO DEL FANTASMA

Entré en la sala de baño
cubierto con la sábana de arriba

Dibujé tu nombre en el espejo
brumoso por el vapor de la ducha

Salí de la sala de baño
y miré nuestra cama vacía

Entonces sopló un viento terrible
y se volaron las líneas de mis manos
las manos de mi cuerpo
y mi cuerpo entero aún tibio de ti

Ahora soy la sábana ambulante
el fantasma recién nacido
que te busca de dormitorio en dormitorio



NASCITA DEL FANTASMA

Sono entrato in bagno
avvolto nel lenzuolo di sopra

Ho disegnato il tuo nome sullo specchio
appannato dal vapore della doccia

Sono uscito dal bagno
e ho visto il nostro letto vuoto

Allora ha soffiato un vento terribile
e sono volate via le linee dalle mie mani
le mani dal mio corpo
e il mio corpo intero ancora tiepido di te

Adesso sono il lenzuolo ambulante
il fantasma appena nato
che ti cerca da una stanza all’altra
SÁBANA DE ARRIBA

Me instalé cuidadosamente doblado
entre la ropa blanca del closet

Sacaste las sábanas de tu cama
y me pusiste de sábana de arriba

Te deslizaste debajo de las tapas
y te cubrí centímetro a centímetro

Entonces fuimos barridos por el huracán
y caímos jadeantes en el ojo de la tormenta

Ahora yaces bañada en transpiración
con la vista perdida en el cielo raso

y la sábana de arriba
aún enredada entre las piernas



LENZUOLO DI SOPRA

Piegato con cura mi sono sistemato
tra la biancheria dell’armadio

Hai tirato fuori le lenzuola del tuo letto
e mi hai messo come lenzuolo di sopra

Sei scivolata sotto il copriletto
e ti ho coperta centimetro per centimetro

Allora siamo stati spazzati dall’uragano
e siamo caduti ansimando nell’occhio del ciclone

Adesso giaci bagnata di sudore
con lo sguardo perso nel cielo raso

e il lenzuolo di sopra
ancora aggrovigliato tra le gambe
TELEVIDENTE

Aquí estoy otra vez de vuelta
en mi cuarto de Iowa City

Tomo a sorbos mi plato de sopa Campbell
frente al televisor apagado

La pantalla refleja la imagen
de la cuchara entrando en mi boca

Y soy el aviso comercial de mí mismo
que anuncia nada a nadie


TELESPETTATORE

Eccomi qui rientrato un’altra volta
nella mia stanza di Iowa City

Sorseggio il mio piatto di zuppa Campbell
davanti al televisore spento

Lo schermo riflette l’immagine
del cucchiaio che entra nella mia bocca

E sono lo spot pubblicitario di me stesso
che non annuncia nulla a nessuno
Due poesie di Óscar Hahn tratte da Tutte le cose scivolano,
trad. di G. Darconza, Rimini, Raffaelli Editore, 2015

(la prima tratta del problema dei desaparecidos ritrovati dopo la fine della dittatura di Pinochet ritrovati nelle fosse comuni)


HUESO

Curiosa es la persistencia del hueso
su obstinación en luchar contra el polvo
su resistencia a convertirse en ceniza

La carne es pusilánime
Recurre al bisturí a ungüentos y a otras máscaras
que tan sólo maquillan el rostro de la muerte

Tarde o temprano será polvo la carne
castillo de cenizas barridas por el viento

Un día la picota que excava la tierra
choca con algo duro: no es roca ni diamante

es una tibia un fémur unas cuantas costillas
una mandíbula que alguna vez habló
y ahora vuelve a hablar

Todos los huesos hablan penan acusan
alzan torres contra el olvido
trincheras de blancura que brillan en la noche

El hueso es un héroe de la resistencia


OSSO

Curiosa è la persistenza dell’osso
la sua ostinazione a lottare contro la polvere
la sua resistenza a tramutarsi in cenere

La carne è pusillanime
Ricorre al bisturi a unguenti e ad altre maschere
che truccano soltanto il volto della morte

Presto o tardi sarà polvere la carne
castello di ceneri spazzate dal vento

Un giorno la piccozza che scava la terra
urta qualcosa di duro: non è roccia né diamante

è una tibia un femore alcune costole
una mandibola che un giorno parlò
e adesso torna a parlare

Tutte le ossa parlano patiscono accusano
alzano torri contro l’oblio
trincee di bianchezza che brillano nella notte

L’osso è un eroe della resistenza


EL DOLIENTE

Pasarán estos días como pasan
todos los días malos de la vida
Amainarán los vientos que te arrasan
Se estancará la sangre de tu herida

El alma errante volverá a su nido
Lo que ayer se perdió será encontrado
El sol será sin mancha concebido
y saldrá nuevamente en tu costado

Y dirás frente al mar: ¿Cómo he podido
anegado sin brújula y perdido
llegar a puerto con las velas rotas?

Y una voz te dirá: ¿Que no lo sabes?
El mismo viento que rompió tus naves
es el que hace volar a las gaviotas


IL DOLENTE

Passerà questo tempo come passano
tutti i giorni orribili della vita
Si placheranno i venti che ti abbattono
Stagnerà il sangue della tua ferita

L’anima errante tornerà al suo nido
Quel che ieri si perse sarà trovato
Il sole senza macchia concepito
uscirà di nuovo nel tuo costato

E dirai al mare: Come ho potuto
annegato senza bussola e smarrito
giungere al porto con le vele rotte?

E una voce ti dirà: Non comprendi?
Lo stesso vento che ha rotto le navi
è quello che fa volare i gabbiani


Traduzione di Gianni Darconza
Óscar Hahn (Chile, 1938). Poeta, ensayista y crítico literario. Es Doctor en Filosofía por la Universidad de Maryland. Entre 1971 y 1972 fue miembro del Taller de Escritores de la Universidad de Iowa. Después fue docente de esa misma universidad por más de tres décadas. Actualmente es Profesor Emérito. Entre sus libros figuran: Esta rosa negra, Arte de morir, Mal de amor, Versos robados, Apariciones profanas, En un abrir y cerrar de ojos, Pena de vida y La primera oscuridad. De los múltiples reconocimientos a su obra destacan: Premio Casa de América de España (2006), Premio José Lezama Lima (2008), Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda (2011), el Premio Nacional de Literatura (2012) y el premio Loewe de poesía por Los espejos comunicantes (2014). Es considerado una de las voces más importantes de la poesía Hispanoamericana. Inexplicablemente, el poemario Mal de amor fue el único libro de poesía censurado por la dictadura de Pinochet.



martedì 17 ottobre 2017

Alessia Iuliano su "L'enigma cosmico" di Giuseppe Meluccio (Ed.La Vita Felice 2017)

Che senso ha vivere ?
Dove sarò tra trent’anni ?

Alle volte capitano questi interrogativi, altre volte
potrebbe capitare che la domanda sia

Armonia del sommo caos perché suoni?

È questo verso,
leggendo Giuseppe Meluccio,
a proiettarmi nel fuoco di emozioni
esito di una fiducia più o meno disattesa o,
come scrive il nostro autore
–forte di competenze in materia–,
interferenze bayesiane.

Ma, al di là della fisica degli umori,
Meluccio come autore e, ancor prima, essere umano
intraprende la ricerca di una equazione
 –quella famosa equazione sottesa
ad ogni nostro impulso o motivazione –
che continuerà ad evolversi
forte di un incipit
come la sua opera prima…

vivendo in sottofondo
nell’universo degli ossimori;

ora affacciato alla finestra dell’essere
col cannocchiale delle aspettative
trovando

un vuoto cosmico pieno zeppo di cianfrusaglie

… orifizi traboccanti di big bang …

… dove il prima e il dopo si mescolano
e sogni e realtà non si distinguono.

Non distinguere sogno e reale
in un vacuo pieno,
per comprendere il quale
la posta in palio è alta
al punto che la poesia, l’io
si trova ad attingere dalla scienza
–inconfutabile fino a prova contraria–
il leitmotiv di una raccolta,
L’enigma cosmico ed La vita felice 2017,
arguta, densa, organizzata dove
si alterna una voce a volte briosa,
fresca di iniziazione,
ma sempre sottesa
al filo di un sarcastico equilibrio,
come nei versi

Dividi i giorni
che  ti  restano  da  vivere
per le  possibilità
che la vita ti concede:
troverai  quanti secondi
 ti  restano da sprecare!

…per poi collassare nel reale
più concreto e vicino ed offrire
la supernova di pag. 80:

E come potevamo noi tacere
allo scoppio agghiacciante della bomba
per le strade, alle lacrime strillanti
degli innocenti, alle raffiche nere
di terrore – specchi di antichi errori –,
al lamento dei vetri della vita
in frantumi nel deserto del male.
Dinanzi all’impossibile, in ginocchio,
anche il silenzio urlava senza limiti,
dondolando  triste  tra  amore e sangue.

Quando mancano le parole
davanti l’attentato di un Parigi 2015,
Giuseppe Meluccio sa affidarsi alla sofferenza
del canto alle fronde dei salici quasimodiani o,
ancora, al romantico disgelo dei fiori
gelati nel vuoto buio
quando i versi sono

Come ci incontrammo
neanche un wormhole potrebbe dirlo
eppure l’allineamento delle orbite
ha determinato un altro buco nero
negli abbandoni della mia mente.

Da una biografia universale
la raccolta muove verso visioni stellari,
equazioni, teorie e, come
nel taccuino di un plausibile Platone
o Aristotele o Talete, si accordano
domande esistenziali a risvolti scientifici

per inseguire l’unica strada possibile, tracciata dal pulsare luminoso di quell’ardente quasar, che ciascuno di noi ha incastonato tra le coste.

Alessia Iuliano


Nota: L'Enigma Cosmico è stato pubblicato dalla casa editrice La Vita Felice nella collana "Opere Prime" diretta e curata da Rita Pacilio e riporta una prefazione della stessa Pacilio e una postfazione di Bruno Galluccio.


Giuseppe Meluccio è nato a San Gennaro Vesuviano nel 1998 e vive a Roccarainola (NA).
Ha studiato presso il Liceo Scientifico “E. Medi” di Cicciano, e frequentato i laboratori di poesia di Carlangelo Mauro. Attualmente è iscritto a Fisica, materia di cui è appassionato cultore.

È un appassionato di storia della filosofia e si occupa di critica letteraria: ha pubblicato un saggio su La misura dello zero di Bruno Galluccio e uno su Vite pulviscolari di Maurizio Cucchi.




Alessia Iuliano nasce a Termoli.È laureanda in Musicoterapia presso il Conservatorio Statale Luisa D'Annunzio di Pescara.
Si interessa di estetica della  musica, poesia, fotografia, disegno, pittura, traduzioni dall’argentino, web design e teatro.
Thanks to WFMT, canzone della quale ha curato il testo, è dal 2015 la sigla ufficiale della Federazione Mondiale di Musicoterapia;
Il ladro di ombre, Edizioni di Pagina 2016, è il suo primo racconto tradotto dall’argentino;
Non negare nessuno, CartaCanta editore2016, è la sua prima raccolta di poesie.







Ovvero "Colei che è" di Stefania di Lino. Recensione a "Cambio di stagione e altre mutazioni" (Oèdiopus Ed. 2017) di Floriana Coppola

« Ho scritto per essere raggiunta, ma anche per marcare una distanza, per aprire un varco alla memoria e per consolarmi di averla perduta...