sabato 3 febbraio 2018

Inner sounds di Claudio Fasoli - Dal suono alla parola e viceversa di Rita Pacilio

Ho avuto il privilegio di collaborare e ascoltare i suoi magistrali insegnamenti, per questo affermo che Claudio Fasoli è poeta del suono. La sua genialità mi ha sempre incantata. Ascoltando la sua musica, in cui si evocano molteplici mondi esperenziali, troviamo la celebrazione dell’arte della tradizione del jazz, arricchita e superata da schemi/nonschemi densi di impegno, rigore e genialità. I suoni dei suoi sassofoni parlano un lessico armonico e poetico molto colto e raffinato le cui storie, tematiche e ritmiche, omaggiano e stimolano la bellezza del timbro jazz più sofisticato e la grazia della voce interiore. Ecco che ogni pausa e punteggiatura sono artefici di un fraseggio respirato, originale e fortemente delicato, la cui pronuncia, solida e variegata, è ricca di saggezza artistica. Claudio Fasoli muove e spinge il suo talento compositivo verso elaborazioni audaci, attraversate da squarci tecnici e lampi visionari. Produce, attraverso i preziosismi espressivi, sfumature e colori, sempre in perfetto equilibrio tra loro. È poeta, quindi, perché l’intelligente e incessante produzione musicale si accosta agli ascoltatori empaticamente e in modo surreale.
Qui l’universalità della sua musica e della sua poesia!
La sua composizione, meditata e raffinata, spinge a un modello di contrasto tra perdita e consolazione e racconta un fare universale con grande autenticità.
Una tecnica fatta di tempi morbidi con una pronuncia solida e variegata che definisce la sua cifra stilistica. L’approccio è nelle delicate elaborazioni e interpretazioni di audaci armonie intimistiche e universali. Infatti, Claudio Fasoli, Musicista Top jazz duemiladiciotto, sfida l’inquietudine del nostro tempo nell’ingegnoso, struggente e soave ritmo in cui le note parlano l’intimità dell’ispirazione poetica. I preziosismi timbrici dei suoi sax mostrano colori e sfumature intense nell’elegante lirismo armonico.
Rita Pacilio




Claudio Fasoli è sassofonista, compositore, docente e collabora con riviste musicali.  Nato a Venezia ma milanese d'adozione, si formò musicalmente mediante un lungo apprendistato che però non gli impedì di esibirsi in concerto già durante il periodo universitario, non ancora ventenne. I contatti frequenti avuti in quel periodo soprattutto con i vitalissimi ambienti del jazz bolognese, lo portarono a collaborare anche con musicisti prestigiosi della scena italiana.
La popolarità gli giunse quando iniziò a far parte del Quintetto “Perigeo” negli anni 70, assieme a Franco D'Andrea e Giovanni Tommaso: vennero realizzati molti dischi per la RCA, che tuttora sono assai ricercati dai collezionisti, oltreché un numero infinito di performance dal vivo. Nel 1978, scioltosi il gruppo nel quale aveva maturato ulteriore esperienza solistica e compositiva, esibendosi in tutta Europa e Oltreoceano, Fasoli iniziò a dedicarsi come leader alla messa a punto di progetti con piccoli gruppi in un ambito più propriamente jazzistico e acustico, soprattutto trii e quartetti. Ebbe così modo di meglio definire quella che sarebbe successivamente diventata la sua cifra compositiva più riconoscibile, vale a dire quella legata alla modalità complessa. Con questi organici ha presentato la propria musica in innumerevoli concerti e festival , lasciando nutrita e apprezzata documentazione discografica. Dagli anni 80 iniziò a collaborare sempre più assiduamente con musicisti della scena internazionale come Bobo Stenson, Henri Texier, Mick Goodrick, Lee Konitz, Jean-François Jenny Clark, Aldo Romano, Ken Wheeler, Bill Elgart, Manfred Schoof, Michel Pilz, Palle Danielsson, Tony Oxley, Dave Holland etc. Ha suonato, oltre che in Italia, anche in Francia, Svizzera, Jugoslavia, Polonia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Finlandia, Irlanda, Inghilterra, Cuba, USA, Turchia,Canada, Messico etc.
Va menzionata inoltre la sua partecipazione alla prima edizione della Grande Orchestra Nazionale e al Quintetto di Giorgio Gaslini, quasi contemporaneamente (1989). Ha attivamente partecipato alla Lydian Sound Orchestra (1990), e diretto e animato la European Music Orchestra nelle sue performance dal vivo e in studio di registrazione (1990-92). Ha fatto parte della Manfred Schoof International Band. Aperto ai più vari incontri musicali, Fasoli continua ad approfondire tuttora i vari aspetti del suo approccio compositivo, e nel frattempo studia anche sul piano solistico un linguaggio e un timbro che siano sempre facilmente riconoscibili. Questa disponibilità lo ha portato a collaborare col grande violoncellista classico Mario Brunello, con l'arpista Park Stickney e in diverse situazioni con Bobo Stenson al pianoforte.
Ha inoltre recentemente musicato frammenti da “HorÆ CanonicÆ” di W.H.Auden nel progetto “Inner Sound Of Seven Hours” per quartetto con voce. Apprezzato solista anche oltre i nostri confini, collabora con i migliori nomi italiani e d'Oltralpe. Negli anni '80 gli sono stati dedicati alcuni recital presso la TV nazionale. È responsabile dei Corsi di Sax Tenore e Soprano e di Tecniche dell'Improvvisazione presso i Seminari Internazionali di Jazz a Siena, sin dalla fondazione (1978). Ha fondato i Corsi di Saxofono presso la Civica Scuola di Musica Jazz del Comune di Milano. Ha condotto Corsi di Musica Jazz presso Conservatori Statali negli anni 90, oltre a seminari in tutta Italia e all'estero (Europa e USA). Ha condotto stages presso il Conservatoire National Superieur di Parigi. È stato Direttore Artistico del Festival di Padova (2003 - 2010).
Il suo nome appare in varie enciclopedie di Musica e di Musica Jazz in Italia e all'Estero.




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