martedì 20 marzo 2018

"In che luce cadranno" (RPlibri 2018) di Gabriele Galloni letto da Melania Panico

“I morti tentano di consolarci/ma il loro tentativo è incomprensibile;/ sono i lapsus, gli inciampi, l'indicibile/ della conversazione": così comincia il libro di Gabriele Galloni e in questi versi tutto il progetto e la domanda. Quando il progetto/libro può dirsi veramente riuscito se non quando innesca nel lettore una domanda? Una domanda che raggruppi tutte le domande, lo scavo nell'incomprensibile a cui lo stesso autore fa cenno. L’indicibile. C'è qualcosa che riguarda il nostro essere umani, terrestri, fragili, che ci sfugge, che sfugge alla nostra comprensione come se contasse solo la metafisica dell'accettazione. Molto di tutto questo è nel libro di Galloni dal titolo “In che luce cadranno”. Cadere e a che prezzo, se il prezzo è la luce. Il filo sottile tra questo e quello, una realtà e un'altra realtà e la costante domanda se questa sia la realtà che ci appartiene davvero o sia tutto frutto di una distonia, di una mancata percezione e cosa è questa percezione.
“I morti guardano alla luna come/un errore, uno sgarbo del creato/ pensano infatti che sia cosa messa/ lì per illuderli (non percorribile)”: pare poi a un certo punto che i due mondi siano perfettamente intercambiabili, le stesse ostilità, le stesse rese, le stesse maschere: “i morti continuano a porsi/ le stesse domande dei vivi". In questo mondo parallelo/non parallelo può capitare che i morti facciano degli errori, che ci siano delle pause. La pausa: il segreto inconfessabile e il sorriso di chi ha compreso il segreto.


I morti tentano di consolarci
ma il loro è un tentativo incomprensibile:

sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile
della conversazione. Sanno amarci

con una mano – e l’altra all’Invisibile

*

I morti continuano a porsi
le stesse domande dei vivi:
rimangono i corsi e i ricorsi
del vivere identici sulle
due rive. In che luce cadranno
tornati alle cellule.

*

Giorno di Marte: i morti si separano.

Ognuno va secondo un suo segreto
desiderio. Raccolti, i fiori, vengono

distribuiti ai passanti del caso.



Gabriele Galloni è nato a Roma nel 1995. Studia Lettere moderne all’Università La Sapienza. Ha pubblicato Slittamenti (Augh Edizioni, Viterbo 2017) con una nota di Antonio Veneziani.

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